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12/01/2018

“BENGASI 1929”, STORIA DI UNA PROFUGA DI GUERRA

“BENGASI 1929”, STORIA DI UNA PROFUGA DI GUERRA
«MESSAGGIO DI SPERANZA PER COLORO CHE CERCANO ASILO»
 
 
 
SAN GREGORIO – “Bengasi 1929. Elvira: il mio cuore libico”. Questo il titolo del libro col quale Sergio Porcarelli, racconta una vita e un periodo in cui gli italiani residenti in Libia fuggirono dal paese magrebino per giungere in Sicilia.
Era il 1941 e la seconda guerra mondiale era nel pieno della belligeranza. Protagonista Elvira Sciacca, la madre di Porcarelli che nel libro racconta quanto difficile e rocambolesco fu il suo viaggio per raggiungere la vicina terra italiana.
Per l’autore, che oltre alle testimonianze della madre ha condotto una ricerca documentale durata sette anni, «le difficoltà incontrate da mia madre e da tanti profughi per arrivare in Sicilia – ha detto – somigliano, per certi versi, a quelle che incontrano i migranti di oggi».
La differenza, però, è che Elvira Sciacca, oggi 87enne, lascia la Libia in guerra in aereo per arrivare in Sicilia, anch’essa in guerra all’età di 11 anni dove vivrà gli eventi dei bombardamenti e dello sbarco del 1943 delle Forze alleate.
Le finalità del libro, che è già stato ampiamente valorizzato al punto da essere inserito nel Patrimonio Documentale dello Stato (Polo Bibliotecario Parlamentare della Camera dei Deputati e del Senato, Palazzo San Macuto, Roma, è quella di «mandare un messaggio di speranza – ha sottolineato Elvira Sciacca che oggi vive a San Gregorio – per tutte quelle persone che affrontano le difficoltà della guerra e cercano rifugio e asilo altrove; io sono una testimonianza vivente».
Il sindaco di San Gregorio, Carmelo Corsaro, ha espresso parole di elogio per il suo concittadino che ha già ricevuto tanti riconoscimenti per il lavoro svolto.
«La memoria è un valore importante – ha detto il primo cittadino sangregorese – è necessaria per non dimenticare sia le cose belle della tradizione ma soprattutto quelle che hanno segnato popoli interi nel corpo e nell’anima, e che purtroppo continuano ad accadere ancora oggi in Paesi a noi vicini».
  
 
 
San Gregorio di Catania 12 gennaio 2017
 
 
Alfio Patti 
Ufficio Stampa